Giornata della Memoria

In occasione della Giornata della Memoria, al San Vito Hospital abbiamo voluto ricordare la Shoah non solo come passato, ma come insegnamento concreto per il presente e per il futuro.
L’evento ha visto gli ospiti della struttura, guidati dall’equipe, partecipare attivamente a un percorso di memoria e riflessione attraverso la guida delle storie dei Giusti fra le Nazioni.
I Giusti fra le Nazioni sono uomini e donne che, in tempi segnati dall’odio e dalla persecuzione, hanno scelto la strada dell’umanità e del coraggio: a rischio della propria vita hanno offerto aiuto, protezione e salvezza agli ebrei perseguitati dal nazifascismo.
Figure come Giorgio Perlasca, Irena Sendler, Carlo Angela, Padre Placido Cortese e Cesare Bragadin ci ricordano che l’eroismo non sempre si manifesta in gesti clamorosi, ma spesso in azioni concrete di solidarietà e consapevolezza morale.
I nostri ospiti hanno prima visitato virtualmente il Giardino dei Giusti di Milano, ispirato al giardino dello Yad Vashem di Gerusalemme, dove ogni albero piantato in memoria di un Giusto, rappresenta il sacrificio per il prossimo di chi ha salvato vite grazie a grandi atti di coraggio.
Gli stessi ospiti hanno realizzato, con grande partecipazione, dei piccoli alberi in cartone, sui quali hanno applicato citazioni e pensieri dei Giusti. Un’attività simbolica che ha permesso loro di entrare in contatto con la loro storia in modo creativo e personale.
Il gesto di creare un albero, anche simbolico, diventa così un ricordo vivo e tangibile: come gli alberi piantati nel Giardino dei Giusti, ogni albero rappresenta un impegno quotidiano a difendere la dignità umana, a contrastare l’odio e l’indifferenza, e a trasmettere alle nuove generazioni i valori di responsabilità, coraggio e solidarietà.

A Villa Mariolina, la memoria ha trovato spazio all’interno della Valigia della Memoria: una vera valigia di cartone, costruita e decorata dagli ospiti, che custodisce pensieri, riflessioni e soprattutto i nomi e i cognomi di alcuni deportati che hanno perso la vita nei campi di concentramento. Un oggetto semplice ma carico di significato, che richiama le identità cancellate, restituendo dignità alle persone attraverso il ricordo dei loro nomi.

 

Due strutture, due linguaggi diversi, un unico filo conduttore: ricordare significa conoscere, riconoscere e assumersi la responsabilità di custodire la memoria. Perché la Shoah non sia solo una pagina di storia, ma un monito costante contro ogni forma di odio, discriminazione e indifferenza

 

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